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    June 07

    Antichrist

     

    ANTICHRIST - LARS VON TRIER

    ecco cosa penso:

     

    Trama:

    [ Mentre Lui e Lei stanno facendo l'amore il loro unico figlio cade dalla finestra e muore. Lui, psichiatra, contro ogni deontologia professionale decide di curare la moglie, preda di lancinanti attacchi di ansia. Per farle elaborare il lutto la conduce nel luogo che teme di più: la foresta di Eden, dove si trova il rifugio nel quale Lei ha scritto la sua tesi di laurea sulla persecuzione delle streghe nel Medio Evo. ] 

     

    Un uccellino cade da un albero. Su di lui si avventano decine di formiche carnivore ma prima che lo possano divorare, un altro uccello lo prende e lo uccide.

    Mentre i suoi genitori fanno l’amore con trasporto, un bambino cade dal balcone e muore.

    Un uomo si addormenta con la mano fuori dalla finestra e la ritrova coperta di sanguisughe.

    Ogni notte, centinaia di ghiande muoiono schiantandosi sul tetto di una casa.

    La Natura è la casa di Satana, dice lei. Essa è quasi in cima alla piramide delle sue paure più grandi.
    Le fa così paura da non riuscire a terminare la tesi.
    Così paura da non riuscire a camminare in una valleverde…
    Eppure è così legata alla Natura da sentire il pianto delle ghiande che muoiono schiantate sul suo tetto,
    così profondamente unita alla natura da riuscire a dissolversi nell’erba.
    Ma è davvero corretto parlare di crudeltà?
    Non si tratta invece di CAOS? Nell’Eden, non esisteva distinzione tra il Bene, e il Male.. fino al giorno in cui Adamo ed Eva strapparono la fatale mela dall’albero della conoscenza del bene e del male.

    Il marito nonché analista, comprende che LA NATURA non è solo un mucchio di foglie lasciato fuori dalla porta di casa, ma, nella sua ambivalenza, è in noi.
    Perciò scrive al vertice della piramide delle paure di sua moglie, ‘SE STESSA’

    Anche lei, così come la Natura, confonde bene e male,
    confonde il martirio delle giovani streghe nel medioevo con il masochismo femminile,
    confonde la destra e la sinistra delle scarpe da mettere al figlio
    e infine, come un’incosciente,
    ama il marito ma cerca di ucciderlo, 
    lo desidera ma lo odia,
    vuole esserne amata, poi picchiata.
    tenta di evrirarlo, ma poi lo costringe a farle l'amore

    Il suo nemico però, non è lui, ma è sempre la Natura, feroce, incontrollabile, mostruosa, che ha dentro.
    E così, presa da un inverecondo odio per se stessa, toglie dal suo corpo la parte più “naturale” tra tutte la parti, responsabile, per giunta, della morte di suo figlio. Ma...


    MA

     ma

    tutto questo è inutile.

    È inutile perché non possiamo sconfiggere la Natura, l’antichrist, perché esso è in noi.
    ecco che sta per arrendersi quando il marito, pura ragione,
    la uccide e, non pago, brucia il cadavere.

    Ma non ha vinto Lui, ha vinto ancora una volta il Caos.

    la folla che corre nel bosco senza un volto né una destinazione ne è la più limpida rappresentazione.
    E siamo proprio noi.

    ***

    In “dancer in the dark”, Bjork era un angelo che sbatte le ali in mezzo all’ignominia dell’uomo,  e muore, come Gesù Cristo, per espiare un’umanità irrimediabilmente corrotta.

    In Dogville, Grace, che credeva nella sostanziale bontà delle persone, è costretta ad arrendersi all’evidenza e capisce quanto siano deboli, abbietti, porci, poveri gli uomini.
    Non malvagi.. loro sono come i cani, ne più ne meno. Bisogna bastonarli, spaventarli, ucciderli. Perdonarli non li migliora.
    E la soluzione non è più il martirio, ma il genocidio.

    In questo film non ci sono più eroi. Se considero Dogville un film Kierkegaardiano, ora considero Antichrist un film Nietscheano. Il pessimismo si fa nichilismo, e non conosce eccezioni, non esiste catarsi, non esiste redenzione. Non possiamo più separare il bene e il male, perché a regnare è il caos, e nient’altro.
    I cani, le bestie, gli uomini, le piante sono la stessa cosa.
    Possiamo solo accettare il mondo così com’è, dionisiaco, e piangerne, senza poter mai essere consolati.E allora:

    Lascia

    Ch’io pianga

    Mia cruda sorte

    Che sospiri

    La libertà

     

     

    February 19

    L'angolo della cultura presenta :

    IRINA PALM
     
     
    A grande richiesta
    (un mattone col messaggio 'rimetti subito la rubrica l'angolo della cultura' ha sfondato la finestra di casa)
    torna LA VOSTRA RUBRICA PREFERITA!!!
    Il film che presentiamo quest'oggi si intitola Irina Palm.
     
     
    Il nipote di Maggie è gravemente malato e ha bisogno di cure molto costose. I suoi genitori e la stessa Maggie non guadagnano abbastanza e non hanno aiuto dallo stato né prestiti dalle banche. La signora di mezza età del resto ha serie difficoltà a trovare lavoro, finché non si presenta dal proprietario di 'Sexy World', un sexy shop di Soho, che è in cerca di un'intrattenitrice per il suo locale. L'uomo, sulle prime imbarazzato e poco propenso a darle il lavoro, decide di offrirle una chance e Maggie diventa così l'affascinante Irina Palm.…
     
    Fa ridere ma non è una commedia, fa piangere ma non è un mélo, fa pensare ma non ha nulla di intellettuale. A raccontarlo poi si rischia l'equivoco. Insomma che razza di film è 'Irina Palm'? Probabilmente solo gli inglesi sono in grado di affrontare argomenti scabrosi con una grazia ed una leggerezza senza rivali nella cinematografia mondiale. Nonostante il tema sia assolutamente esplicito non c'è un solo momento in cui situazioni o immagini siano davvero volgari, perché sono anzi sempre improntate ad un divertito imbarazzo. Sarebbe un errore guardare questo film o le "attività" della protagonista con atteggiamento censorio, tanto più che questo mestiere viene praticato per amore del nipote. Tante volte si dice che le madri sarebbero disposte a qualunque cosa per i figli. Perché la stessa cosa non dovrebbe essere vera anche per le nonne? E c'è un limite morale a questo "qualunque cosa" di cui si parla? Questi sono i temi di Irina Palm, e il regista si mantiene in un difficile equilibrio senza mai scadere nella banalizzazione, nella lacrima facile o nella grossolanità.
    Su tutto brilla la stella Faithfull: l’icona del carisma è magistrale in una donna che è la sua antitesi
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                         Orario Proiezioni: martedì 19 e Mercoledì 20 ora 21.15, cinema piceno