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June 07 Antichrist
ANTICHRIST - LARS VON TRIER ecco cosa penso:
Trama: [ Mentre Lui e Lei stanno facendo l'amore il loro unico figlio cade dalla finestra e muore. Lui, psichiatra, contro ogni deontologia professionale decide di curare la moglie, preda di lancinanti attacchi di ansia. Per farle elaborare il lutto la conduce nel luogo che teme di più: la foresta di Eden, dove si trova il rifugio nel quale Lei ha scritto la sua tesi di laurea sulla persecuzione delle streghe nel Medio Evo. ]
Un uccellino cade da un albero. Su di lui si avventano decine di formiche carnivore ma prima che lo possano divorare, un altro uccello lo prende e lo uccide. Ogni notte, centinaia di ghiande muoiono schiantandosi sul tetto di una casa. La Natura è la casa di Satana, dice lei. Essa è quasi in cima alla piramide delle sue paure più grandi. Il marito nonché analista, comprende che LA NATURA non è solo un mucchio di foglie lasciato fuori dalla porta di casa, ma, nella sua ambivalenza, è in noi. Anche lei, così come la Natura, confonde bene e male,
ma tutto questo è inutile. È inutile perché non possiamo sconfiggere la Natura, l’antichrist, perché esso è in noi. Ma non ha vinto Lui, ha vinto ancora una volta il Caos. *** In “dancer in the dark”, Bjork era un angelo che sbatte le ali in mezzo all’ignominia dell’uomo, e muore, come Gesù Cristo, per espiare un’umanità irrimediabilmente corrotta. In Dogville, Grace, che credeva nella sostanziale bontà delle persone, è costretta ad arrendersi all’evidenza e capisce quanto siano deboli, abbietti, porci, poveri gli uomini. In questo film non ci sono più eroi. Se considero Dogville un film Kierkegaardiano, ora considero Antichrist un film Nietscheano. Il pessimismo si fa nichilismo, e non conosce eccezioni, non esiste catarsi, non esiste redenzione. Non possiamo più separare il bene e il male, perché a regnare è il caos, e nient’altro. Lascia Ch’io pianga Mia cruda sorte Che sospiri La libertà
February 19 L'angolo della cultura presenta :IRINA PALM
A grande richiesta
(un mattone col messaggio 'rimetti subito la rubrica l'angolo della cultura' ha sfondato la finestra di casa)
torna LA VOSTRA RUBRICA PREFERITA!!!
Il film che presentiamo quest'oggi si intitola Irina Palm.
Il nipote di Maggie è gravemente malato e ha bisogno di cure molto costose. I suoi genitori e la stessa Maggie non guadagnano abbastanza e non hanno aiuto dallo stato né prestiti dalle banche. La signora di mezza età del resto ha serie difficoltà a trovare lavoro, finché non si presenta dal proprietario di 'Sexy World', un sexy shop di Soho, che è in cerca di un'intrattenitrice per il suo locale. L'uomo, sulle prime imbarazzato e poco propenso a darle il lavoro, decide di offrirle una chance e Maggie diventa così l'affascinante Irina Palm.…
Fa ridere ma non è una commedia, fa piangere ma non è un mélo, fa pensare ma non ha nulla di intellettuale. A raccontarlo poi si rischia l'equivoco. Insomma che razza di film è 'Irina Palm'? Probabilmente solo gli inglesi sono in grado di affrontare argomenti scabrosi con una grazia ed una leggerezza senza rivali nella cinematografia mondiale. Nonostante il tema sia assolutamente esplicito non c'è un solo momento in cui situazioni o immagini siano davvero volgari, perché sono anzi sempre improntate ad un divertito imbarazzo. Sarebbe un errore guardare questo film o le "attività" della protagonista con atteggiamento censorio, tanto più che questo mestiere viene praticato per amore del nipote. Tante volte si dice che le madri sarebbero disposte a qualunque cosa per i figli. Perché la stessa cosa non dovrebbe essere vera anche per le nonne? E c'è un limite morale a questo "qualunque cosa" di cui si parla? Questi sono i temi di Irina Palm, e il regista si mantiene in un difficile equilibrio senza mai scadere nella banalizzazione, nella lacrima facile o nella grossolanità.
Su tutto brilla la stella Faithfull: l’icona del carisma è magistrale in una donna che è la sua antitesi
Orario Proiezioni: martedì 19 e Mercoledì 20 ora 21.15, cinema piceno
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